Vestire gli ignudi · Luigi Pirandello · Atto terzo

Ersilia: «Non s’è potuta vestire»

Personaggi
Ersilia
Durata
301 parole, 2 minuti di lettura stimati
 
Ruolo femminile
 
Dramma

La situazione

Ersilia Drei torna in casa dello scrittore Ludovico Nota dopo aver preso di nuovo il veleno. Davanti a Franco, il fidanzato che l’aveva lasciata, e al console Grotti, spiega perché aveva mentito. Sono le ultime battute dell’opera.

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Il testo

Il Grotti scoppia in violenti singhiozzi. E allora ella turbandosi e facendogli cenno di frenarsi e di smettere:

ErsiliaNo, no, per carità! È che ciascuno, ciascuno vuol fare una bella figura. — Piú si è... piú si è...

vuol dire «laidi», ma ne prova schifo e insieme ancora tanta pietà, che quasi non le viene di dirlo.

Ersilia— e piú ci vogliamo far belli, ecco.

E sorride.

ErsiliaDio mio sí, coprirci con un abitino decente, ecco. Io non ne avevo piú nessuno per ricomparirti davanti. Ma seppi che anche tu... sí, t’eri strappato quell’abito bello di marinajo. E allora mi vidi... mi vidi per la strada, senza piú nulla... — e...

s’infosca al ricordo di quella sera per la strada, uscita dall’alberguccio

Ersilia— sí, ancora un altro pugno di fango addosso, a finire d’insudiciarmi. — Dio, che schifo! che nausea! — E allora... e allora volli farmela per la morte, almeno, una vestina decente. — Ecco, vedete perché mentii? Per questo, vi giuro! — Non avevo potuto averne mai una per la vita, da poter figurare in qualche modo, che non mi fosse strappata dai tanti cani... dai tanti cani che mi sono saltati sempre addosso, per ogni via, che non mi fosse imbrattata da tutte le miserie piú basse e piú vili — me ne volli fare una — bella — per la morte — la piú bella — quella che era stata per me come un sogno, là — e che mi fu strappata subito, anch’essa — quella di fidanzata; ma per morirci, per morirci, per morirci e basta — ecco — con un po’ di rimpianto di tutti, e basta. — Ebbene, no! no! Non ho potuto avere neanche questa! Lacerata addosso, strappata anche questa! No! Morire nuda! Scoperta, avvilita, e spregiata! — Ecco qua: siete contenti? E ora andate, andate. Lasciatemi morire in silenzio: nuda. Andate! Lo posso ben dire, ora, mi pare, che non voglio piú vedere, che non voglio piú sentire nessuno? Andate, andatelo a dire, tu a tua moglie, tu alla tua fidanzata, che questa morta — ecco qua — non s’è potuta vestire.

Testo: it.wikisource.org/wiki/Vestire_gli_ignudi. Testo di pubblico dominio, edizione Wikisource. Scarica il testo

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