Mirandolina con un tondo in mano, ed il Servitore, e detto.
MirandolinaÈ permesso?
CavaliereChi è di là?
ServitoreComandi.
CavaliereLeva là quel tondo di mano.
MirandolinaPerdoni. Lasci ch’io abbia l’onore di metterlo in tavola colle mie mani. (mette in tavola la vivanda)
CavaliereQuesto non è offizio vostro.
MirandolinaOh signore, chi son io? Una qualche signora? Sono una serva di chi favorisce venire alla mia locanda.
Cavaliere(Che umiltà!) (da sè)
MirandolinaIn verità, non avrei difficoltà di servire in tavola tutti, ma non lo faccio per certi riguardi: non so s’ella mi capisca. Da lei vengo senza scrupoli, con franchezza.
CavaliereVi ringrazio. Che vivanda è questa?
MirandolinaEgli è un intingoletto fatto colle mie mani.
CavaliereSarà buono. Quando lo avete fatto voi, sarà buono.
MirandolinaOh! troppa bontà, signore. Io non so far niente di bene; ma bramerei saper fare, per dar nel genio ad un cavalier si compito.
Cavaliere(Domani a Livorno). (da sè) Se avete che fare, non istate a disagio per me.
MirandolinaNiente, signore: la casa è ben provveduta di cuochi e servitori. Avrei piacer di sentire, se quel piatto le dà nel genio.
CavaliereVolentieri, subito. (lo assaggia) Buono, prezioso. Oh che sapore! Non conosco che cosa sia.
MirandolinaEh, io, signore, ho de’ secreti particolari. Queste mani sanno far delle belle cose!
CavaliereDammi da bere. (al servitore, con qualche passione)
MirandolinaDietro questo piatto, signore, bisogna beverlo buono.
CavaliereDammi del vino di Borgogna. (al servitore)
MirandolinaBravissimo. Il vino di Borgogna è prezioso. Secondo me, per pasteggiare è il miglior vino che si possa bere. (Il servitore presenta la bottiglia in tavola con un bicchiere.)
CavaliereVoi siete di buon gusto in tutto.
MirandolinaIn verità, che poche volte m’inganno.
CavaliereEppure questa volta voi v’ingannate.
MirandolinaIn che, signore?
CavaliereIn credere ch’io meriti d’essere da voi distinto.
MirandolinaEh, signor Cavaliere... (sospirando)
CavaliereChe cosa c’è? Che cosa sono questi sospiri? (alterato)
MirandolinaLe dirò: delle attenzioni ne uso a tutti, e mi rattristo quando penso che non vi sono che ingrati.
CavaliereIo non vi sarò ingrato. (con placidezza)
MirandolinaCon lei non pretendo di acquistar merito, facendo unicamente il mio dovere.
CavaliereNo, no, conosco benissimo.... Non sono cotanto rozzo quanto voi mi credete. Di me non avrete a dolervi. (versa il vino nel bicchiere)
MirandolinaMa.... signore.... io non l’intendo.
CavaliereAlla vostra salute. (beve)
MirandolinaObbligatissima; mi onora troppo.
CavaliereQuesto vino è prezioso.
MirandolinaIl Borgogna è la mia passione.
CavaliereSe volete, siete padrona. (le offerisce il vino)
MirandolinaOh! Grazie, signore.
CavaliereAvete pranzato?
MirandolinaIllustrissimo sì.
CavaliereNe volete un bicchierino?
MirandolinaIo non merito queste grazie.
CavaliereDavvero, ve lo do volentieri.
MirandolinaNon so che dire. Riceverò le sue finezze.
CavalierePorta un bicchiere. (al servitore)
MirandolinaNo, no, se mi permette; prenderò questo. (prende il bicchiere del Cavaliere)
CavaliereOibò. Me ne sono servito io.
MirandolinaBeverò le sue bellezze. (ridendo (Il servitore mette l’altro bicchiere nella sottocoppa.)
CavaliereEh galeotta! (versa il vino)
MirandolinaMa è qualche tempo che ho mangiato: ho timore che mi faccia male.
CavaliereNon vi è pericolo.
MirandolinaSe mi favorisse un bocconcino di pane.
CavaliereVolentieri. Tenete. (le dà un pezzo di pane) (Mirandolina col bicchiere in una mano, e nell’altra il pane, mostra di stare in disagio, e non saper come fare la zuppa).
CavaliereVoi state in disagio. Volete sedere?
MirandolinaOh! Non son degna di tanto, signore.
CavaliereVia, via, siamo soli. Portale una sedia. (al servitore)
Servitore(Il mio padrone vuol morire: non ha mai fatto altrettanto). (da sè; va a prendere la sedia)
MirandolinaSe lo sapessero il signor Conte ed il signor Marchese, povera me!
CavalierePerchè?
MirandolinaCento volte mi hanno voluto obbligare a bere qualche cosa, o a mangiare, e non ho mai voluto farlo.
CavaliereVia, accomodatevi.
MirandolinaPer obbedirla. (siede, e fa la zuppa nel vino)
CavaliereSenti. (al servitore, piano) (Non lo dire a nessuno, che la padrona sia stata a sedere alla mia tavola).
Servitore(Non dubiti). (Questa novità mi sorprende). (da sè)
MirandolinaAlla salute di tutto quello che dà piacere al signor Cavaliere.
CavaliereVi ringrazio, padroncina garbata.
MirandolinaDi questo brindisi alle donne non ne tocca.
CavaliereNo? Perchè?
MirandolinaPerchè so che le donne non le può vedere.
CavaliereÈ vero, non le ho mai potute vedere.
MirandolinaSi conservi sempre così.
CavaliereNon vorrei... (si guarda dal servitore)
MirandolinaChe cosa, signore?
CavaliereSentite. (le parla nell’orecchio) (Non vorrei che voi mi faceste mutar natura).
MirandolinaIo, signore? Come?
CavaliereVa via. (al servitore)
ServitoreComanda in tavola?
CavaliereFammi cucinare due uova, e quando son cotte, portale.
ServitoreCome le comanda le uova?
CavaliereCome vuoi, spicciati.
ServitoreHo inteso. (Il padrone si va riscaldando). (da sè; parte)
CavaliereMirandolina, voi siete una garbata giovine.
MirandolinaOh signore, mi burla.
CavaliereSentite. Voglio dirvi una cosa vera, verissima, che ritornerà in vostra gloria.
MirandolinaLa sentirò volentieri.
CavaliereVoi siete la prima donna di questo mondo, con cui ho avuto la sofferenza di trattar con piacere.
MirandolinaLe dirò, signor Cavaliere: non già ch’io meriti niente, ma alle volte si danno questi sangui che s’incontrano. Questa simpatia, questo genio, si dà anche fra persone che non si conoscono. Anch’io provo per lei quello che non ho sentito per alcun altro.
CavaliereHo paura che voi mi vogliate far perdere la mia quiete.
MirandolinaOh via, signor cavaliere, se è un uomo savio, operi da suo pari. Non dia nelle debolezze degli altri. In verità, se me n’accorgo, qui non ci vengo più. Anch’io mi sento un non so che di dentro, che non ho più sentito; ma non voglio impazzire per uomini, e molto meno per uno che ha in odio le donne; e che forse forse per provarmi, e poi burlarsi di me, viene ora con un discorso nuovo a tentarmi. Signor Cavaliere, mi favorisca un altro poco di Borgogna.
CavaliereEh! Basta... (versa il vino in un bicchiere)
Mirandolina(Sta lì lì per cadere). (da sè)
CavaliereTenete. (le dà il bicchiere col vino)
MirandolinaObbligatissima. Ma ella non beve?
CavaliereSì, beverò. (Sarebbe meglio ch’io mi ubbriacassi. Un diavolo scaccerebbe l’altro). (da sè; versa il vino nel suo bicchiere)
MirandolinaSignor Cavaliere. (con vezzo)
CavaliereChe c’è?
MirandolinaTocchi. (gli fa toccare il bicchiere col suo) Che vivano i buoni amici.
CavaliereChe vivano. (un poco languente)
MirandolinaViva... chi si vuol bene... senza malizia tocchi.
CavaliereEvviva...