La locandiera · Carlo Goldoni · Atto primo, scena XV

Mirandolina e il Cavaliere: la biancheria

Personaggi
Mirandolina, Cavaliere
Durata
1031 parole, 8 minuti di lettura stimati
 
Commedia

La situazione

Mirandolina porta al Cavaliere lenzuola migliori di quelle che spettano a un cliente qualsiasi. La prima mossa della sua campagna: la scena a due più lunga della commedia.

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Permette, illustrissimo? (entrando con qualche soggezione)

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Il testo

Mirandolina colla biancheria, e detto.

MirandolinaPermette, illustrissimo? (entrando con qualche soggezione)

CavaliereChe cosa volete? (con asprezza)

MirandolinaEcco qui della biancheria migliore. (s’avanza un poco)

CavaliereBene. Mettetela lì. (accenna il tavolino)

MirandolinaLa supplico almeno degnarsi vedere se è di suo genio.

CavaliereChe roba è?

MirandolinaLe lenzuola sono di rensa. (s’avanza ancor più)

CavaliereRensa?

MirandolinaSì signore, di dieci paoli al braccio. Osservi.

CavaliereNon pretendevo tanto. Bastavami qualche cosa meglio di quel che mi avete dato.

MirandolinaQuesta biancheria l’ho fatta per personaggi di merito: per quelli che la sanno conoscere; e in verità, illustrissimo, la do per esser lei, ad un altro non la darei.

CavalierePer esser lei! Solito complimento.

MirandolinaOsservi il servizio di tavola.

CavaliereOh! Queste tele di Fiandra, quando si lavano, perdono assai. Non vi è bisogno che le insudiciate per me.

MirandolinaPer un cavaliere della sua qualità, non guardo a queste piccole cose. Di queste salviette ne ho parecchie, e le serberò per V. S. illustrissima.

Cavaliere(Non si può però negare, che costei non sia una donna obbligante). (da sè)

Mirandolina(Veramente ha una faccia burbera da non piacergli le donne). (da sè)

CavaliereDate la mia biancheria al mio cameriere, o ponetela lì, in qualche luogo. Non vi è bisogno che v’incomodiate per questo.

MirandolinaOh, io non m’incomodo mai, quando servo cavalieri di sì alto merito.

CavaliereBene, bene, non occorr’altro. (Costei vonebbe adularmi. Donne! Tutte così). (da sè)

MirandolinaLa metterò nell’arcova.

CavaliereSì, dove volete. (con serietà)

Mirandolina(Oh! vi è del duro. Ho paura di non far niente). (da sè; va a riporre la biancheria)

Cavaliere(I gonzi sentono queste belle parole, credono a chi le dice, e cascano). (da sè)

MirandolinaA pranzo, che cosa comanda? (ritornando senza la biancheria)

CavaliereMangerò quello che vi sarà.

MirandolinaVorrei pur sapere il suo genio. Se le piace una cosa più dell’altra, lo dica con libertà.

CavaliereSe vorrò qualche cosa, lo dirò al cameriere.

MirandolinaMa in queste cose gli uomini non hanno l’attenzione e la pazienza che abbiamo noi altre donne. Se le piacesse qualche intingoletto, qualche salsetta, favorisca di dirlo a me.

CavaliereVi ringrazio: ma ne anche per questo verso vi riuscirà di far con me quello che avete fatto col Conte e col Marchese.

MirandolinaChe dice della debolezza di quei due cavalieri? Vengono alla locanda per alloggiare, e pretendono poi di voler far all’amore colla locandiera. Abbiamo altro in testa noi, che dar retta alle loro ciarle. Cerchiamo di fare il nostro interesse; se diamo loro delle buone parole, lo facciamo per tenerli a bottega; e poi, io principalmente, quando vedo che si lusingano, rido come una pazza.

CavaliereBrava! Mi piace la vostra sincerità.

MirandolinaOh! non ho altro di buono, che la sincerità.

CavaliereMa però con chi vi fa la corte, sapete fingere.

MirandolinaIo fingere? Guardimi il cielo. Domandi un poco a quei due signori che fanno gli spasimati per me, se ho mai dato loro un segno d’affetto. Se ho mai scherzato con loro in maniera che si potessero lusingare con fondamento. Non li strapazzo, perchè il mio interesse non lo vuole, ma poco meno. Questi uomini effeminati non li posso vedere. Siccome abborrisco anche le donne, che corrono dietro agli uomini. Vede? Io non sono una ragazza. Ho qualche annetto; non son bella, ma ho avute delle buone occasioni; eppure non ho mai voluto maritarmi, perchè stimo infinitamente la mia libertà.

CavaliereOh sì, la libertà è un gran tesoro.

MirandolinaE tanti la perdono scioccamente.

CavaliereSo ben io quel che faccio. Alla larga.

MirandolinaHa moglie V. S. illustrissima?

CavaliereIl cielo me ne liberi. Non voglio donne.

MirandolinaBravissimo. Si conservi sempre così. Le donne, signore... Basta, a me non tocca a dirne male.

CavaliereVoi siete per altro la prima donna, ch’io senta parlar così.

MirandolinaLe dirò: noi altre locandiere vediamo e sentiamo delle cose assai; e in verità compatisco quegli uomini che hanno paura del nostro sesso.

Cavaliere(È curiosa costei). (da sè)

MirandolinaCon permissione di V. S. illustrissima. (finge voler partire)

CavaliereAvete premura di partire?

MirandolinaNon vorrei esserle importuna.

CavaliereNo, mi fate piacere; mi divertite.

MirandolinaVede, signore? Così fo con gli altri. Mi trattengo qualche momento; sono piuttosto allegra, dico delle barzellette per divertirli, ed essi subito credono... Se la m’intende, e’ mi fanno i cascamorti.

CavaliereQuesto accade, perchè avete buona maniera.

MirandolinaTroppa bontà, illustrissimo. (con una riverenza)

CavaliereEd essi s’innamorano.

MirandolinaGuardi che debolezza! Innamorarsi subito di una donna!

CavaliereQuesta io non l’ho mai potuta capire.

MirandolinaBella fortezza! Bella virilità!

CavaliereDebolezze! Miserie umane!

MirandolinaQuesto è il vero pensare degli uomini. Signor cavaliere, mi porga la mano.

CavalierePerchè volete ch’io vi porga la mano?

MirandolinaFavorisca; si degni; osservi, sono pulita.

CavaliereEcco la mano.

MirandolinaQuesta è la prima volta, che ho l’onore d’aver per la mano un uomo, che pensa veramente da uomo.

CavaliereVia, basta così. (ritira la mano)

MirandolinaEcco. Se io avessi preso per la mano uno di que’ due signori sguaiati, avrebbe tosto creduto ch’io spasimassi per lui. Sarebbe andato in deliquio. Non darei loro una semplice libertà, per tutto l’oro del mondo. Non sanno vivere. Oh benedetto il conversare alla libera! senza attacchi, senza malizia, senza tante ridicole scioccherie. Illustrissimo, perdoni la mia impertinenza. Dove posso servirla, mi comandi con autorità, e avrò per lei quell’attenzione, che non ho mai avuto per alcuna persona di questo mondo.

CavalierePer qual motivo avete tanta parzialità per me?

MirandolinaPerchè, oltre il suo merito, oltre la sua condizione, sono almeno sicura che con lei posso trattare con libertà, senza sospetto che voglia fare cattivo uso delle mie attenzioni, e che mi tenga in qualità di serva, senza tormentarmi con pretensioni ridicole, con caricature affettate.

Cavaliere(Che diavolo ha costei di stravagante, ch’io non capisco!) (da sè)

Mirandolina(Il satiro si anderà a poco a poco addomesticando).

CavaliereOrsù, se avete da badare alle cose vostre, non restate per me.

MirandolinaSi signore, vado ad attendere alle faccende di casa. Queste sono i miei amori, i miei passatempi. Se comanderà qualche cosa, manderò il cameriere.

CavaliereBene... Se qualche volta verrete anche voi, vi vedrò

MirandolinaIo Veramente non vado mai nelle camere dei forestieri, ma da lei ci verrò qualche volta.

CavaliereDa me... Perchè?

MirandolinaPerchè, illustrissimo signore, ella mi piace assaissimo.

CavaliereVi piaccio io?

MirandolinaMi piace, perchè non è effeminato, perchè non è di quelli che s’innamorano. (Mi caschi il naso, se avanti domani non l’innamoro). (da sè, e parte)

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